VINCITRICI DELLA QUINTA EDIZIONE 2016

 

RASSEGNA STAMPA 2016 e VIDEO ANDATI IN ONDA NEI TG NAZIONALI

 
Il vice presidente del Senato, Valeria Fedeli, consegna all'on. Caterina Chinnici la targa di Presidente Onorario del Premio Pavoncella CATERINA CHINNICI
Eletta Presidente Onorario del Premio Pavoncella


Caterina Chinnici è una donna che ha messo la sua vita al servizio dell’Italia per costruire un Paese in cui i giovani possano trovare delle opportunità e per valorizzare un territorio meraviglioso che avrebbe potenzialità imprenditoriali e produttive eccezionali che non vengono però sfruttate spesso per mancanza di risorse. Una missione che ha ereditato da suo padre Rocco, il giudice ucciso dalla mafia a Palermo il 29 luglio del 1983. Il saper guardare in avanti piuttosto che indietro, l’impegno per la legalità e per l’educazione delle giovani generazioni sono gli stessi valori che animano noi del Premio Pavoncella con un occhio rivolto alle donne e alle ragazze per dare loro la possibilità di emergere in un mondo sempre più competitivo dove la precarietà sembra essere diventata la regola. Se nel 2014 avevamo premiato Caterina Chinnici per la miglior opera prima, il libro "È così lieve il tuo bacio sulla fronte" dedicato al padre, oggi vogliamo conferirle la nomina a presidente onorario nella certezza che lei, donna dello Stato che non ha mai perso il coraggio e la speranza, ci saprà guidare nei nostri prossimi passi.

 
DONNA DELLO STATO
DONNA PER LO STATO
MARGHERITA ANZINI
Comandante della Compagnia Carabinieri di Terracina


Figlia di un maresciallo della Guardia di Finanza, il capitano Margherita Anzini è, dal settembre 2014, il comandante della Compagnia dei carabinieri di Terracina. Un ruolo delicato, al tempo stesso di prestigio e di impegno quotidiano, assunto in un territorio nevralgico, nel momento in cui la lotta al terrorismo islamico ha imposto all’Arma un diverso livello di attenzione e tutela; una variante degli obiettivi sino ad alcuni anni fa ritenuti normalmente sensibili. Una carriera iniziata giovanissima quando, casualmente, neo diplomata al liceo scientifico di Reggio Calabria, partecipò, nel 2001, al primo concorso della Benemerita aperto anche alle donne e proseguita conquistando i gradi di maresciallo e poi, dopo cinque anni di Accademia, la nomina a tenente. Una svolta che l’avrebbe portata a comandare i Nuclei operativi di Castelgandolfo, Anzio e Guidonia, innalzata quest’ultima proprio con lei, al rango di Tenenza, prima di andare a dirigere la nevralgica Tenenza di Piazza Venezia, a Roma. Ovunque abbia prestato servizio, e non a caso sempre in ruoli operativi e di comando, Margherita Anzini ha fatto dell’impegno nello studio, nell’addestramento e nel lavoro, la sua costante di vita, senza per questo negarsi ai valori ed agli affetti della famiglia. L’essere Donna, e per di più in carriera, non ha inoltre mai costituito per lei un ostacolo. - Sono stata sempre convinta che un buon comandante - a prescindere se sia uomo o donna- debba innanzitutto fare breccia nei suoi collaboratori, con un comportamento equo, esemplare ed arricchito da un indubbio carisma>, ci dice il capitano Anzini che la Giuria del Premio Pavoncella ha ritenuto all’unanimità meritevole dello speciale riconoscimento di Donna dello Stato e per lo Stato.

 
DONNA DELLO STATO
DONNA PER LO STATO
ANNA MARIA TOSTO
Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Bari


Prima Donna Magistrato ad assurgere alla carica di Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Bari, Anna Maria Tosto, dal giorno in cui ha indossato, per la prima volta, la toga in un’aula di tribunale, ha fatto della difesa del Diritto e della lotta, in prima persona, alla criminalità mafiosa ed alla corruzione, l’obiettivo costante e prioritario del suo mandato, riuscendo a coniugare l’ impegno di magistrato militante con il ruolo di moglie e di madre. In Magistratura dal 1979, la dottoressa Tosto, ha cominciato la carriera come Pretore a Matera, per poi approdare nel 1983 negli Uffici Giudiziari di Bari, con una carriera professionale in continuo crescendo, dapprima come sostituto alla Procura ordinaria e successivamente a quella generale, sino alla recente nomina a Procuratore Generale presso la Corte di Appello di Bari. Conferendole lo speciale attestato di “Donna dello Stato e per lo Stato”, nell’ambito della V edizione del “Premio Pavoncella alla creatività femminile, la Giuria ha voluto esprimere anche un omaggio sincero ad una “speciale” Donna del Sud, di quella Calabria che ha in Anna Maria Tosto una eccellente ambasciatrice sul campo.

 
PER LA VALORIZZAZIONE DELL'ARTE E DEL DESIGN
ALICE HANSEN
Restauratrice d’Arte presso la Fondazione Plart


Restauratrice di opere d’arte moderne e contemporanee, con laurea conseguita presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, Alice Hansen, si occupa dal 2010 del restauro della collezione di plastiche storiche del Plart, curando gli aspetti legati alla conservazione preventiva ed alla didattica. Per la sua attitudine al lavoro di squadra, le capacità creative e lo spirito di iniziativa, emerge in situazioni dinamiche, evidenziando notevoli capacità gestionali ed organizzative, teoriche e manuali. A contraddistinguerla è il taglio internazionale del suo curriculum che la vede spaziare da Napoli a Barcellona, da Berlino ad Helsinki, da Losanna e Bergen a Venezia e Milano, vera e propria ambasciatrice di cultura italiana all’estero e perciò tanto più meritevole di un premio come il “Pavoncella”che vuole essere sprone ed incoraggiamento nei confronti di una Donna, sinonimo di eccellenza nel multiforme campo del restauro e capace di trasmettere ai più giovani le sue esperienze sul campo

 
PER LA CONOSCENZA DELL'ARTE ITALIANA E NAPOLETANA
FEDERICA DE ROSA
Storico dell’Arte – Docente di Storia dell’Arte all’Accademia di Belle Arti di Napoli


Specializzata in Storia dell’Arte e Dottora di Ricerca, Federica De Rosa, ha fatto dello studio e della cultura la sua ragione di vita professionale, consapevole di avere scelto un percorso che, nel Paese di Raffaello e Michelangelo, del Caravaggio e di Salvator Rosa, non sarebbe stato immune da ostacoli, disseminati a piene mani dall’ordinaria burocrazia e da amministrazioni insensibili. Ma ciò non le ha impedito di andare avanti, seppur con le sue forze. Docente di Storia dell’arte alla Accademia di Belle Arti di Napoli; insegnate in Mater e Corsi post-laurea, Federica De Rosa, ha collaborato con Enti ed Università. Componente la redazione della rivista scientifica “Napoli nobilissima” e capo redattore del periodico “Zeusi. Linguaggi contemporanei di sempre”, si è occupata di recente dei rapporti tra il regime fascista e gli artisti, firmando una intrigante monografia didicata alle esperienze napoletane del Ventennio. A dimostrazione della multiformità del suo percorso culturale ed artistico, spicca la recente partecipazione attiva, quale curatrice della sezione dedicata ai costumi, della mostra “On stage, scenografi e costumi a Napoli 1980-1990”. Un profilo professionale multiforme q qualitativamente pregevole, che la Giuria del “Pavoncella” ha ritenuto giusto premiare.

 
PER LA VERSATILITA' DEI LINGUAGGI MUSICALI
GIOVANNA FAMULARI
Violoncellista, Arrangiatrice, Pianista, Cantante


La capacità di armonizzare il suono alla voce, resta la cifra artistica dominante di Giovanna Famulari, insieme alla versatilità dei linguaggi musicali che l’hanno vista spaziare, con eguale maestria, dal classico al jazz, alla musica leggera ed al teatro. Violoncellista, arrangiatrice, pianista e cantante, Giovanna Famulari, diplomata al Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, vanta una solida formazione in esecuzione orchestrale acquistata a fianco di Maestri quali Accardo, Rostropovich e Renzetti, specializzandosi in pianoforte classico con il professor Poropat e pianoforte jazz con il maestro Sabatini. Violoncellista, per oltre due anni, nell’orchestra del Maestro Piovani è stata parte integrante di numerosi progetti artistici quali il “Verdi’s Mood” con Cinzia Tedesco ed i più recenti “Neverending tour live” con Ron ed “Il suono della voce” con Tosca e la regia di Massimo Venturiello. Altrettanto ricco ed intenso il suo legame con il Teatro e la sua attività di compositrice per spettacoli quali “Giorno d’estate” per la regia di U. Orfeo ed “Il presente è mio Dorothy Parker” con la regia di F. Sala. Voce e violoncello solista del “Concerto per la pace a Gerusalemme”, con l’orchestra Nuova Scarlatti di Napoli, Giovanna Famulari ha dato lustro, con la sua presenza, ad innumerevoli programmi di Rai-uno. Il tutto ad alimentare una discografia varia e complessa che l’ha vista spaziare in tanti generi musicali, preservando la bellezza del suono e l’armonia della voce. Una personalità ed un mondo che il Premio Pavoncella vuole giustamente esaltare

 
PREMIO AL GIORNALISMO
DIAMANTE D'ALESSIO
Direttore di “IO DONNA” Inserto del Corriere della Sera


E’ Direttore dal 2010 del settimanale femminile “Io Donna”, che festeggia quest’anno i 20 anni di pubblicazione come supplemento del Corriere della Sera. Un giornale ricco di reportage, ma anche di spunti, curiosità, suggerimenti e consigli pratici da conservare. Un giornale che non ha paura di essere femminile e che, con la direzione di Diamante D’Alessio, ha saputo instaurare con le lettrici un senso di community. Perché dobbiamo ripartire dal buon senso delle donne- dice la D’Alessio- che sanno allocare al meglio le risorse e dovrebbero essere sempre più coinvolte proprio nella gestione delle risorse medesime. Il Premio Pavoncella per il giornalismo, celebrando questo anniversario, non potrebbe dunque individuare soggetto più appropriato, per sottolineare ed esaltare l’importanza del ruolo femminile nell’ambito civile e sociale, in un momento in cui le ormai affermate conquiste di libertà, autonomia, emancipazione generano mostri come i frequenti casi di “femminicidio”. Oggi più che mai le donne vivono un’importante fase di crescita anche culturale ed istituzionale, di cui “Io Donna” si fa testimone costante.

 

LOUISE RICHARDSON
Francesca d'Oriano all'ingresso
dell'ateneo di Oxford

Luise Richardoson
con Francesca d'Oriano

Louise Richardson con
Francesca d'Oriano, Romano Tripodi
e Marco De Rosa

Luise Richardon con Romano Tripodi
e Francesca d'Oriano
DONNA DELL'ANNO
LOUISE RICHARDSON
Vice-Chancellor of the University of Oxford


In un periodo storico in cui la condizione femminile è ancora dilaniata da irrisolti problemi ed il mondo globalizzato impone le sue sfide, la Prof.ssa Louise Richardson, rappresenta un esempio significativo per le donne di tutto il mondo: come prima donna Rettore dell’Università di Oxford ha rotto una tradizione di oltre 800 anni, assumendo un incarico riservato esclusivamente agli uomini sin dalla fondazione dell’antico ateneo, nel 1230. Laureatasi in Storia al Trinity College di Dublino e poi in Scienze Politiche ad Harvard, ha iniziato la sua brillante carriera nel Dipartimento Governativo della prestigiosa università americana tenendo corsi sulle relazioni internazionali-in particolare su sicurezza e terrorismo-prestando servizio, in molti settori amministrativi ed in commissioni concernenti l’istruzione, la condizione femminile, i diritti umani, la difesa della pace. Nominata Rettore dell’Università di St. Andrews, in Scozia, nel 2008, è stata la prima donna e la prima cattolica ad occupare tale posizione. Nel 2015 l’Università di Oxford l’ha nominata Rettore ed ella ha assunto il nuovo incarico nel gennaio 2016. Aderendo pienamente ai valori educativi del prestigioso Ateneo, in un discorso ha affermato che “Oxford deve educare persone che inducano a confrontarci con i costi che stiamo imponendo alla prossima generazione con il nostro uso distruttivo delle risorse della Terra; persone che ci rendano più sensibili verso i più deboli, i poveri, le vittime delle guerre, dell’oppressione e del disagio, ovunque essi vivano” e quindi l’Università deve “fornire futuri leader che siano educati a pensare in modo critico e ad agire in modo etico”. Per la sua grande sensibilità ed il coraggio evidenziato nell’affrontare le difficili sfide del mondo globalizzati siamo onorati di assegnarle il Premio Pavoncella come “Donna dell’Anno”.

In a historical period in which women’s status is still torn by unsolved problems and globalization imposes its challenges, Prof. Louise Richardson, represents a significant example for women all around in the word: as first female Vice Chancellor of Oxford University, in fact, she broke a 800 years old tradition in the appointment for a charge reserved only to men, since the foundation of the ancient University, in 1230. Moreover we must point out that, after graduating in History at Trinity Colle, Dublin, and then in Political Science at Harvard University, she started her brilliant career in the Harvard Government Department, teaching courses on international relations, especially in the area of international security and terrorism, and serving in many administrative sectors and committees concerned with undergraduate education, the status of women, human rights, defence of peace. Appointed Principal of the Scottish University of St. Andrews in 2009, Louise Richardson was the first woman and the first Roman Catholic to occupy this position. In 2015 the University of Oxford nominated her Vice Chancellor and she took up her new charge on January 2016. Fully agreeing with the educational principles of the prestigious University, in a speech, she said that Oxford needs to educate people who will “force us to confront the cost we are imposing on the next generation by our wasteful use of Earth ‘s resources; who will articulate our obligation to the vulnerable, the poor, the victims of war, oppression and disease and therefore the University must “provide leaders for tomorrow who have been educated to think critically and to act ethically”. Because of her great sensibility and courage, in facing the challenges of the globalized world, we are honoured in awarding her the Pavoncella Prize as “Woman of the Year”

 
RICERCA SCIENTIFICA
CLARA BALSANO
Direttore dell’Istituto di Biologia e Patologie Molecolari (IBPM) del CNR Roma


Laureata in Medicina e Chirurgia alla “Sapienza” di Roma, professore ordinario di Medicina Interna presso l’Università dell’Aquila, la professoressa Clara Balsano è l’attuale Direttore dell’Istituto di Biologia e Patologia Molecolari del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Un traguardo prestigioso che ha coronato una trentennale attività nel campo della ricerca e della medicina, iniziata nel 1989 a Parigi presso il laboratorio “Biochimie Genetique” dell’Hopital Cochin. Una vera e propria prova del fuoco, iniziazione ad un mondo ancora prevalentemente maschile e fortemente competitivo. Da quel momento in poi la carriera professionale di Clara Balsano si è sviluppata su tre piani complementari: la didattica, la ricerca- dove vanta la direzione di diversi laboratori- e l’assistenza, convinta che un buon medico è spesso anche un buon docente e talvolta un buon ricercatore. Responsabile, dal 1993 al 2009, del laboratorio e dell’ambulatorio di “Epatologia clinica” presso il Dipartimento di Medicina Interna e Sanità Pubblica dell’Università degli Studi dell’Aquila, ha dedicato la sua attività di ricerca allo studio dei meccanismi patogenetici, diagnostici e terapeutici delle patologie croniche epatiche di origine virale e metabolica, focalizzando il suo interesse sullo studio dei meccanismi molecolari, coinvolti nella regolazione del ciclo cellulare e della morte cellulare programmata, con particolare riguardo allo sviluppo dell’epatocarcinoma. Oggi Clara Balsano ha una missione civile da compiere: curare, per conto dello Stato italiano, la ricostruzione dei laboratori di ricerca dell’Aquila, distrutti dal terremoto del 6 aprile 2009.

 
RICERCA SCIENTIFICA
LAURA DE GARA
Professore Ordinario di Fisiologia vegetale presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma


Mai come oggi c’è voglia di natura, attenzione al paesaggio, cultura del cibo che significa sicurezza e qualità degli alimenti. Un impegno che si traduce in benessere umano e che chiama prepotentemente in causa la Scienza e chi, come Laura De Gara, la rappresenta al meglio per professionalità, dedizione e passione. Professore ordinario di Fisiologia vegetale presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma; presidente del Corso di Laurea Magistrale in Scienze dell’Alimentazione e della Nutrizione Umana, Laura De Gara ha posto la sua esperienza scientifica, ormai trentennale, a servizio di docenti ed allievi di tutto il mondo. Inserita nell’elenco dei “Top Italian Scientists”, è consulente della Nasa e dell’Esa, le due grandi agenzie spaziali, americana ed europea. Ma l’essere una scienziata di fama non le impedisce di occuparsi anche, ed intensamente, di cooperazione internazionale, con particolare attenzione alla programmazione di “work camp” per studenti, in zone rurali dell’America Latina e dell’Africa. Ed è proprio questa “apertura al mondo”, che va ben oltre le aule universitarie, che la Giuria del Premio Pavoncella ha voluto gratificare, unitamente alle doti caratteriali di Laura De Gara, alla capacità di non scoraggiarsi mai davanti a quelle difficoltà, soprattutto di ordine finanziario, che sovente, connotano il mondo della ricerca scientifica.

 
BORSA DI STUDIO IN MEMORIA DI DINO RAGO
PATRIZIA CORINI
Laureata in Alimentazione e Nutrizione Umana presso l’Università degli Studi di Milano


La “shelf-life” di un alimento è il periodo, durante il quale, un qualsiasi prodotto può essere conservato, presso un punto vendita al dettaglio, senza che ne vengano alterate le qualità, minacciate da un elevato numero di fattori, quali ossigeno, luce ed umidità. Alimenti sottoposti a meccanismi degradativi che costituiscono un pericolo concreto per la salute dei consumatori. Il lavoro scientifico ,oggetto della tesi di laurea specialistica in Alimentazione e Nutrizione Umana della dottoressa Patrizia Corini, fornisce un contributo, importante ed inedito, in tema di sicurezza alimentare per i prodotti da banco, in particolare per gli ortaggi. Uno studio approfondito, che dimostra come, specifiche tecniche di cottura sottovuoto, siano oggi in grado di aumentare la “shelf-life” del prodotto, eliminando qualsiasi rischio di contaminazione, ma soprattutto di preservarne quelle sostanze, quali la vitamina C ed i glucosinolati, che sono fondamentali per la salute del consumatore. Una tesi, che la Giuria del “Premio Pavoncella” ha ritenuto meritevole della borsa di studio generosamente donata da Donato Rago, in memoria del fratello Dino, imprenditore lucano aperto al mondo, scomparso giovanissimo trent’anni fa.

 
IMPEGNO SOCIALE
CRISTIANA SQUAGLIA
Presidente Associazione “Chicco di Senape”
Premi:
Week-end offerto da “Dimore di Charme” di Rosa Rago Miglionico (MT)
Donazione offerta da “GL GROUP”
Crociera offerta da Grimaldi Group


Ha fatto, della generosità dell’anima, la sua ragione di vita e da 27 anni si occupa di Solidarietà, Accoglienza e Volontariato. Un percorso umano che, iniziato alla nascita della secondogenita, ha finito per cambiare la sua esistenza e quella della sua famiglia, spingendola ad occuparsi di centinaia di bambini bisognosi di cure e di aiuti concreti. Insieme al marito Cristiana SQUAGLIA  ha portato il suo “messaggio della speranza” in Africa ed America Latina, inviando aiuti umanitari in Etiopia e vaccini in Peru. Già guida instancabile dell’associazione “Un Cuore per Amico”, che si occupa dei genitori di bambini cardiopatici, assicurando alloggi, buoni pasto, trasporti e donazioni di apparecchiature sanitarie, Cristiana è da undici anni la responsabile e la coordinatrice del Progetto “Chicco di Senape”, nato dall’idea e dalla buona volontà di un Parroco e di un pugno di fedeli che, con le loro uniche forze, sono riusciti a realizzare a Roma, presso la Chiesa di San Francesco di Sales, una casa famiglia per i genitori costretti, dalla malattia di un figlio,  a risiedere nella capitale. Un  “chicco” cresciuto sino a diventare una “spiga”, densa di iniziative ed aiuti per i più deboli e gli emarginati.  Vicino al “Chicco di Senape” è infine nato “Rifugio Francesco”, dove vivono attualmente  alcune giovani rifugiate provenienti dalla Mauritania e dalla Nigeria



IMPEGNO SOCIALE
GIOVANNA LEO
Presidente Associazione “Peter Pan”
Premi: donazione offerta da ACEA spa


Offrire accoglienza gratuita alle famiglie di bambini ed adolescenti malati di cancro, non residenti a Roma che provengono da tutta Italia e da tanti Paesi esteri, ma che debbono necessariamente soggiornare nella Capitale per curare i loro figli. Con questo intento, su una base di mero volontariato, è nata nel 1994 l’Associazione Peter Pan Onlus. Dal 2000, data di apertura della prima Casa di accoglienza, ha ospitato nelle proprie Case che nel frattempo sono diventate tre formando un unico polo di accoglienza chiamato “La Grande Casa di Peter Pan”, oltre 600 famiglie per un totale di circa duecentomila giornate di accoglienza. Dati e numeri che da soli spiegano la portata dell’impegno dell’Associazione presieduta da Giovanna Leo, per la quale la parola “accoglienza” va al di là del mero significato lessicale, per significare la volontà di mettere in atto tutte le iniziative idonee a ricreare intorno alla famiglia ospitata quel clima di normalità che la lontananza da casa e la malattia mettono gravemente a dura prova.
E nelle Case di Peter Pan la quotidianità è fatta non soltanto di terapie che si svolgono in ospedale, ma anche di gioco, studio, allegria, ascolto e attività ludiche-didattiche che favoriscono la guarigione dei malati e contrastano il senso di smarrimento e solitudine delle famiglie.
Per questo anche noi con questo Premio, insieme a loro, vogliamo dire: “Peter Pan è Casa, Peter Pan è parte della cura”!

 
TERRITORIO/IMPRENDITORIA FEMMINILE
CRISTINA SCAPPATICCI
Fattoria didattica “Valle Reale” Arpino (FR)


A scorrere il profilo accademico e professionale di Cristina Scappaticci si intuisce immediatamente come l’amore per la terra, ereditato dalla madre e dalla nonna, non sia stato meramente contemplativo ma sia stato sempre vissuto, sin da ragazza, come sprone per realizzare, pur tra mille difficoltà ed avari riconoscimenti istituzionali, una agricoltura dinamica, dalla diverse sfaccettature,  capace di coniugare tradizione ed innovazione. Facendo tesoro della esperienza di famiglia, Cristina Scappaticci, ha saputo creare, con le proprie forze, una azienda modello, a vocazione zootecnica con relativo caseificio, che è diventata nel tempo anche struttura didattica per insegnare ai giovani come si possa armonizzare il rispetto per la Natura con la capacità di fare Impresa.

 
TERRITORIO/ALIMENTAZIONE E TERRITORIO
SARA QUATTROCIOCCHI
Designer in Comunicazione Visiva e Multimediale


Un terzo della produzione mondiale di cibo finisce nei rifiuti e l’Italia non fa eccezione. Si calcola infatti che nel nostro Paese si sprechino ogni anno 146 chilogrammi di cibo a persona, una quantità enorme con la quale si potrebbero sfamare circa 45 milioni di nostri concittadini. Un autentico dramma dal profondo impatto ambientale e dalle molteplici cause. Ad una di queste, indubbiamente la meno nota, ha dedicato la sua attenzione Sara Quattrociocchi. Già laureata in Scienze della Comunicazione pubblica e di impresa si è successivamente iscritta al Corso di Laurea Magistrale Interfacoltà di Architettura de “La Sapienza” di Roma laureandosi con una tesi a dir poco intrigante, con un tema inedito: testimoniare come il consumatore, condizionato da una via frenetica e spesso superficiale, finisca per contribuire allo spreco alimentare, unicamente per suggestione estetica. In altre parole basandosi esclusivamente sull’aspetto esteriore dei prodotti, anziché soffermarsi sulla loro genesi e sulle loro origini e finendo quindi per ignorare o comunque trascurare la componente naturale e genuina degli alimenti. Una tesi, quella di Sara Quattrociocchi,  che è anche un progetto di marketing innovativo.

 
NARRATIVA/ROMANZO OPERA PRIMA
IMPRENDITORIA FEMMINILE
"SOLO AMORE"
Ludina Barzini ed. Bompiani


Ludina Barzini, della famiglia dei giornalisti fondatori del “Corriere della Sera”, si cimenta ora con un primo romanzo: Solo amore. La protagonista, una signora cinquantenne che riteneva di essere approdata in un porto sicuro, un bravo marito ed un buon lavoro riceva una lettera con una foto di una donna nuda, nella quale si riconosce. La sicurezza alla quale riteneva di essere approdata si sgretola rapidamente e la protagonista torna indietro per riallacciare tutti i fili di una storia che pensava finita. Appreso che Gianni, l’autore della foto, si trova a Roma ricoverato per un tumore, decide di andarlo a trovare. Da qui tutti i fili con il passato si riannodano. Gianni non è stato solo il primo amore ma anche la scoperta del sesso, il primo marito con un matrimonio durato venticinque anni. Il passato che riemerge porta con sé l’atmosfera del luogo, una Palermo descritta sapientemente con i suoi colori, le sui voci, ma anche i rapporti familiari, il difficile rapporto con la mamma, descritta in modo ambivalente, a volte una donna arida senza sentimenti, dall’altra libera ed indipendente, elegante, amante del leggere e dei viaggi. Da qui il racconto di quanto avvenuto in questi anni e la scoperta di quello che aveva causato la fine di un così grande amore. Un libro ben scritto, ben costruito, che si legge tutto d’un fiato, sa creare un’atmosfera di mistero e di attesa.

 
NARRATIVA
"LE TRE NOTTI DELL'ABBONDANZA"
Paola Cereda ed. Piemme


Il romanzo “Le Tre Notti dell’Abbondanza” (Ed. Piemme) evidenzia  la maestria di Paola Cerreda nel delineare e descrivere personaggi, ambienti , luoghi in cui la criminalità organizzata è fortemente radicata, ma dove il coraggio di alcuni abitanti riesce a generare un positivo cambiamento. La  trama coinvolgente e ben strutturata, racconta la storia di Fosco, un paesino dominato dal malavitoso Totonnu e dalle faide tra famiglie. Là perfino l’accesso al mare viene proibito, poiché Il mare, simbolo di libertà, non ha padrone e non può essere domato. A Fosco nascere “fimmina”, come Irene, o essere poco “masculu” come Angiolino, è una disgrazia. Irene, tuttavia, continua a lottare strenuamente anche dopo l’uccisione dell’amato Rocco: reagisce dipingendo murales sulle case abbandonate in seguito alla “mattanza” tra le famiglie. Pian piano Fosco rinasce, grazie al suo coraggio, a quello di Angiolino e di altri giovani che mirano al cambiamento, alla rinascita. La ricchezza dei contenuti, il risalto che si dà al coraggio delle donne, l’abilità di introspezione psicologica dell’autrice e il suo stile originale, rappresentano  senz’altro  elementi aggiuntivi, oltre a quelli già menzionati, per l’assegnazione del Premio Pavoncella.